Al sud, il 30% dei minori dai 6 ai 10 anni non può praticare sport a causa della condizione economica del proprio nucleo familiare e della carenza di strutture pubbliche

Al sud, il 30% dei minori dai 6 ai 10 anni non può praticare sport a causa della condizione economica del proprio nucleo familiare e della carenza di strutture pubbliche

Lo scorso 18 Giugno l’Osservatorio #conibambini ha realizzato e presentato il rapporto nazionale sui minori e lo sport. Il report, promosso da “Con i Bambini” e “Openpolis”, si è soffermato sull’offerta sportiva di aree attrezzate all’aperto e sulla presenza di palestre negli edifici scolastici. Prima della pandemia i minori praticavano sport prevalentemente in spazi chiusi e meno di un giovane su quattro svolgeva attività sportiva o motoria in aree non attrezzate. Nelle città del Nord – Est sono presenti il 40% delle aree sportive all’aperto con il 18% dei giovani che praticano sport. Nelle città del Sud abbiamo quasi un’inversione di tendenza: il 19% dei giovani sportivi ha a disposizione solamente il 10% di aree sportive all’aperto. Altro divario sportivo tra Nord e Sud è rappresentato dalla presenza di palestre negli istituti scolastici. Piemonte e Friuli guidano la classifica delle Regioni più attrezzate e sono le uniche in cui il numero di istituti scolastici con strutture adibite alla pratica sportiva supera addirittura il 50%. Le Regioni che, rispettivamente con il 20,5% e il 26,1%, sono carenti di strutture sportive negli edifici scolastici sono Calabria e Campania. Dieci sono le Province con meno palestre e ben nove si trovano nel Mezzogiorno.                                                          Il 30% dei minori dai 6 ai 10 anni non può praticare sport a causa della condizione economica del nucleo familiare. Il presidente Con i Bambini, Marco Rossi-Doria, ha dichiarato che “fare sport oggi è costoso per molte famiglie e le strutture e gli spazi pubblici sono insufficienti soprattutto al Sud. Non è un caso che le due Regioni in fondo alla classifica delle scuole dotate di palestra, Campania e Calabria, sono anche quelle con meno ragazzi che fanno attività fisica”.       Occorre definire strategie concrete per aiutare i tanti genitori che vivono una situazione di forte disagio economico, potenziare l’offerta di strutture sportive sul territorio. Carenza di impianti, assenza di associazioni che hanno possibilità di gestire e manuntenzionare in modo continuativo gli impianti incentivano l’abbandono della pratica sportiva tra i giovani. Le conseguenze come la sedentarietà associata a un’alimentazione e a uno stile di vita poco sano porta a conseguenze deleterie per bambini e adolescenti. Promuoviamo fin dalla tenera età uno stile di vita attivo, dinamico per una crescita sana e armonica del corpo.

CARLO SCONTUS

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