Sanità nel Sulcis Iglesiente: Cgil, Cisl e Uil incontrano i Consiglieri regionali e chiedono un incontro all’Assessore Mario Nieddu

Sanità nel Sulcis Iglesiente: Cgil, Cisl e Uil incontrano i Consiglieri regionali e chiedono un incontro all’Assessore Mario Nieddu

A seguire, in basso, il comunicato emesso dalle Segreterie territoriali di Cgil, Cisl e Uil della Funzione Pubblica del Sulcis Iglesiente in merito alla situazione della sanità nel Sulcis Iglesiente:

In data odierna le segreterie della Funzione Pubblica di CGIL CISL e UIL del Sulcis Iglesiente hanno incontrato i Consiglieri Regionali espressione del territorio, Fabio Usai e Michele Ennas, che con sollecita disponibilità hanno accolto l’invito di un confronto sulla situazione ormai emergenziale della Sanità del Sulcis Iglesiente. Il problema è stato analizzato nelle più svariate declinazioni: la drammatica carenza di personale sanitario è tale che per garantire l’attuale organizzazione sanitaria territoriale servirebbero immediatamente almeno 120 figure sanitarie professionali del comparto e oltre una settantina di medici specialisti nelle varie discipline, liste d’attesa che in più di un caso contano migliaia di persone, l’omessa nomina dei primari, il pensionamento di personale cui non ha fatto seguito un adeguato turn over, la continua emorragia di personale sanitario e assistenziale che nella ASL 7 è interessato da procedure di mobilità sempre in uscita e mai in ingresso, interi reparti posti nell’impossibilità di funzionare a causa della mancanza delle unità minime per garantire l’avvicendamento nei turni, la mancanza del servizio di parto in analgesia, le insistenti avvisaglie di una possibile chiusura, anche parziale, dei servizi di Pronto Soccorso, l’aumento esponenziale ma necessitato del ricorso alla sanità privata per una popolazione che vive nella Provincia più povera d’Italia, fino ad arrivare al dato parimenti preoccupante: la contrazione della dotazione organica ha prodotto non solo servizi precari o la loro chiusura, ma anche una riduzione di occupazione tale che negli ultimi 10 anni sono venute a mancare progressivamente oltre 300 buste paga dirette, con conseguente riduzione della produzione e circolazione di ricchezza e consumi nel territorio, ed effetti collaterali gravi e non quantificabili su tutto l’indotto. Le parti hanno concordato circa il fatto che l’arretramento dei servizi di sanità pubblica, al di là delle responsabilità politiche e gestionali pregresse e/o attuali, non possa più essere accettato passivamente dai cittadini del Sulcis Iglesiente. Per questo motivo le Organizzazioni Sindacali di categoria chiedono che i consiglieri regionali eletti in questo territorio promuovano senza ritardo un incontro urgente presso l’Assessorato Regionale alla Sanità, per potersi confrontare sia con l’interlocutore politico che con i massimi vertici di ATS che detengono la responsabilità gestionale del servizio sanitario nel Sulcis Iglesiente, al fine di individuare in un clima di dialogo collaborativo tutte le possibili soluzioni atte a garantire interventi seri e strutturali, non improvvisati, necessari per riportare i livelli qualitativi della sanità territoriale almeno entro parametri di dignità, da cui attualmente è ben lontana. Tutti i partecipanti all’incontro hanno reciprocamente assunto l’impegno di non permettere che la questione sanitaria, di primaria e assoluta importanza per il bene comune della popolazione del Sulcis Iglesiente, venga strumentalizzata ed eterodiretta per finalità di interesse particolare, poiché in questo momento più che mai occorre anteporre la comunione d’intenti volti alla tutela del bene collettivo, alle velleità personali o alle divisioni di bandiera. Da questo spirito è animata la comune convinzione che le popolazioni di Carbonia e Iglesias e di tutti i paesi della Provincia saranno unite nel difendere a gran voce il servizio sanitario del Sulcis Iglesiente, sentendosi un’unica comunità territoriale”.

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