Elezioni comunali di Carbonia: “eccovi il profilo (perfetto) del prossimo candidato Sindaco”

Elezioni comunali di Carbonia: “eccovi il profilo (perfetto) del prossimo candidato Sindaco”

In questi mesi si sono sprecate le riflessioni giornalistiche e politiche in merito alle alleanze e compagini che potrebbero sfidarsi alle prossime elezioni per il rinnovo del Consiglio comunale di Carbonia.

Oltre ai soliti nomi, buoni per ogni stagione, che da tempo circolano come possibili candidati al ruolo di “primo cittadino”,  nello specifico i vari Casti, Cherchi, Morittu, Guadagnini, Pistis, Pizzuto, Tocco, Stivaletta, Garau e Massidda (con l’incognita Lai), ultimamente i commentatori delle vicende cittadine hanno orientato la propria attenzione verso possibili soluzioni esterne alla politica locale e in alcuni casi ipotizzando improbabili, quanto improponibili nell’attuale contesto, ritorni in campo di vecchi big politici del passato.

La riflessione continua quindi a concentrarsi sui possibili nominativi, quasi fosse un quiz a premi, meno sul profilo che gli eventuali candidati dovrebbero avere per affrontare la sfida di amministrare la città da qui ai prossimi anni in uno dei periodi economici più difficili e irti di insidie della storia recente cittadina.

Tradotto, in altre parole: nei ristretti campi delle tifoserie si dà per scontato che i rispettivi candidati abbiano le doti per vincere le elezioni e guidare la città solo perché appartenenti a un preciso ambito politico o perché simpatici, giovani, esperti, belli, amici o leali.

Nessuno però ragiona, come si faceva un tempo nelle segreterie dei partiti, nei loro comitati centrali o assemblee dei dirigenti e degli iscritti, sul profilo che un candidato dovrebbe realmente avere per questo ruolo. Segno questo di come oggi sia profondamente svilito il ruolo degli organismi di rappresentanza e conseguentemente degli eletti nelle istituzioni.

È lecito quindi porsi delle domande. Ad esempio che profilo dovrebbe avere un candidato Sindaco di una città come Carbonia, viste le criticità che vive la sua comunità, le sfide amministrative inserite nel contesto territoriale e più generale regionale, nazionale ed europeo?

Partendo dalla premessa che la città non può più permettersi personalità acerbe e totalmente a digiuno su come funziona la macchina amministrativa, non sarebbe male se il prossimo Sindaco fosse uno che ha già amministrato, anche in modalità diverse, la “cosa pubblica”. Chiunque verrà eletto, infatti, avrà nell’immediato molte sfide da affrontare nonché opportunità da cogliere soprattutto in merito all’attrazione e alla spendita dei fondi strutturali europei per il rilancio economico delle aree continentali svantaggiate; come la nostra.

Dovrebbe certamente essere una persona dinamica, reattiva, pragmatica, in grado di costruire e rafforzare relazioni oltre i confini del territorio comunale, nei diversi livelli dell’amministrazione e del governo regionale e nazionale, e scevra da condizionamenti di carattere ideologico e partigiano. Dovrebbe, insomma, avere doti politiche per la tessitura di rapporti utili per tutelare gli interessi della comunità cittadina e portare acqua al mulino di Carbonia. A prescindere dai colori politici del momento.

Dovrebbe soprattutto avere le attitudini da vero leader, indispensabili per motivare e mantenere unità la propria squadra di “governo”, per spingere ogni componente a dare il meglio di se stesso. Per arrivare a essere la guida, il motivatore e il collante del gruppo, e allo stesso tempo il garante del progetto di amministrazione e cambiamento della città. Dovrebbe essere disposto a circondarsi delle persone migliori, prediligendo alla fedeltà cieca collaboratori competenti, motivati e appassionati: capaci di sfidarlo sui temi e quindi di stimolarlo ad ampliare i propri orizzonti, a trovare nuove soluzioni e a lavorare sempre meglio.

Dovrebbe anche essere un grande conoscitore delle dinamiche politiche, economiche e sociali del territorio. Perché non si può amministrare una città come Carbonia senza tenere conto del contesto economico-sociale che la circonda. Senza intrattenere rapporti con gli altri amministratori in una logica di azioni politiche condivise territoriali e con le parti sociali, sindacali, associazionistiche e imprenditoriali, senza comprenderne le esigenze, rivendicazioni e difficoltà; senza considerarle come attori fondamentali per la comprensione e risoluzione delle problematiche quotidiane dei lavoratori e degli imprenditori che costituiscono il tessuto economico comunale.

Nondimeno un buon candidato Sindaco dovrebbe vivere la città: ascoltarla, frequentarla, conoscere le famiglie, respirare le loro problematiche e diventare il loro migliore amico. Un punto di riferimento costante, disponibile, gentile, rispettoso e soprattutto rassicurante. Un faro sempre acceso anche nel mare in burrasca.

Inoltre, dovrebbe stimolare l’aggregazione, intorno a se, di un numero crescente di forze politiche e sociali. E rappresentare realmente così un pezzo importante e trasversale di città. Perché solo rappresentando una pluralità di interessi, si possono costruire una visione e dei programmi che, una volta messi in pratica, diventino davvero rappresentativi delle diverse sensibilità della comunità cittadina e contestualmente lo strumento per affrontare e risolvere i molteplici problemi dalle diverse radici.

Un buon candidato a Sindaco dovrebbe anche essere coraggioso e determinato nella difesa della propria comunità contro chiunque ne minasse gli interessi e la credibilità. Dovrebbe amarla come si ama se stessi.

In definitiva un buon candidato Sindaco dovrebbe appassionare gli elettori e renderli realmente orgogliosi della proprio scelta. 

Ovviamente questo sarebbe il profilo del candidato Sindaco ideale, quasi perfetto. Che, evidentemente, non esiste. La valutazione giusta da fare, se fossero condivisi i requisiti sopraelencati, sarebbe quella di capire quali di coloro che ambiscono a candidarsi Sindaco alle prossime elezioni rispecchia anche solo in piccola parte le doti giuste per essere il prescelto. La riflessione sul candidato da scegliere e, successivamente, da votare, andrebbe fatta, prima ancora che sulle indiscrezioni sui nomi che circolano, proprio seguendo questo metodo.

Tenendo sempre conto che non ci si candida a Sindaco, ma sono gli altri a candidarti…

MANOLO MUREDDU

One thought on “Elezioni comunali di Carbonia: “eccovi il profilo (perfetto) del prossimo candidato Sindaco”

  1. Caro Manolo, hai quasi centrato il problema. Nel profilo mi sembra che manchi ciò di cui abbiamo parlato sabato e cioè il CORAGGIO di cambiare. Carbonia non può più contare sul polo industriale per continuare a esistere e, purtroppo, le sue campagne ormai abbandonate e inquinate non possono, nell’immediato, dare risposte. Unica alternativa, secondo me, trasformare Carbonia in Città di servizi legati allo sviluppo turistico dei vari tesori che il territorio offre ( e sono tanti). Esistono decine di progetti finanziabili a tutti i livelli amministrativi. Spero che possa servire questa riflessione per far rivivere finalmente la nostra CITTÀ!

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